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Redazione Trendsfera
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Il turismo nelle favelas non è il peccato; ridurre i residenti a scenografia sì

I video virali con il drone a Rocinha trasformano un quartiere in passerella. Il turismo può aiutare i residenti, ma solo se controllano il racconto e gli incassi.

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24 ottobre 2026
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Foto: chensiyuan / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Come si chiama una passerella costruita su un tetto nel quartiere di qualcun altro? A Rio de Janeiro, a quanto pare, un'attrazione imperdibile, per cui si aspetta anche due ore. Il dibattito sul turismo nelle favelas ha un nuovo volto, molto fotogenico, e vale la pena chiedersi chi sia esattamente a essere fotografato.

L'allestimento è semplice. A Rocinha, la più grande favela di Rio, i turisti posano su un tetto mentre un drone si allontana e rivela la comunità sulla collina. Come ha riportato l'AFP, il prezzo parte da 150 reais (circa 30 dollari) e in fila ci si ritocca il trucco. L'influencer Ingrid Ohara, con 12 milioni di follower su Instagram e 20 milioni su TikTok, ha partecipato. Decine di commentatori hanno accusato i visitatori di romanticizzare la povertà e la criminalità.

Il problema dello sfondo è reale, e non riguarda le intenzioni dei turisti

Cecilia Olliveira, direttrice dell'Istituto Fogo Cruzado, ha descritto il problema con precisione. Ha riconosciuto che alcuni residenti vedono tutto questo come un reddito legittimo. Il guaio, ha detto, comincia quando la favela smette di essere un quartiere vivace e complesso, segnato dalla disuguaglianza, e diventa soltanto un contrasto esotico o lo sfondo di contenuti a effetto.

Siamo d'accordo e ci spingiamo oltre: il problema è il formato stesso. Un'inquadratura col drone che si allontana da un turista in posa e rivela un'intera comunità sulla collina è una grammatica visiva da «io e lo scenario». Non importa se il turista è sincero, come sembra esserlo il visitatore costaricano Gabriel Pai quando definisce il posto incantevole. A nostro avviso l'algoritmo premia il contrasto, non il contesto. Un video sull'acqua, sulle forze dell'ordine o sulle scuole è molto più difficile da vendere.

Ma «basta non andarci» è un'opinione da privilegiati

Qui finisce l'indignazione facile. Secondo DW, l'esperienza costa da 20 a 60 €, e Renan Monteiro ha formato 300 guide e 10 piloti di drone. Ventisei tetti tra Rocinha e Vidigal sono coinvolti, e i proprietari vengono pagati. Pedro Lucas, 19 anni, dice che il lavoro gli ha cambiato la vita perché prima aveva poche prospettive. Dire a queste persone che la tendenza è degradante, da lontano e con uno stipendio, è a sua volta una forma di condiscendenza.

Va notato anche che questo modello non è il vecchio safari in jeep. Monteiro è cresciuto a Rocinha, ha costruito percorsi fissi insieme ai leader della comunità e ha creato un'app per annullare i tour quando iniziano le operazioni di polizia. È arrivata dopo che nel 2017 un turista spagnolo era stato ucciso durante una sparatoria tra polizia e trafficanti. È un'attività locale che ha imparato da una tragedia. Conta qualcosa.

Nemmeno il dibattito più ampio è nuovo. Un articolo di RioOnWatch, senza data, cita una guida che si lamenta di operatori esterni che fotografano bambini e persone nelle loro case senza permesso. La lezione sembra vecchia: il problema non è il tour, ma chi lo gestisce.

Il controllo del racconto e dei soldi è l'intero banco di prova

La nostra tesi è circoscritta. Il turismo nelle favelas funziona quando i residenti possiedono tre cose: il racconto, i percorsi e gli incassi. Con questi criteri, il modello dei tetti di Rocinha supera in parte l'esame. Il fondatore è cresciuto lì, i proprietari dei tetti vengono pagati e, secondo l'AP, un visitatore paraguaiano ha osservato che i video virali possono dare la fiducia di visitare il posto senza paura. È l'argomento contro lo stigma al suo meglio.

Dove fallisce, pensiamo, è nel racconto. Il prodotto virale è la performance di un turista, non la testimonianza di un residente. E i numeri dovrebbero farci riflettere: Na Favela Turismo ha contato 41.000 visitatori solo a febbraio tra Rocinha e Vidigal, e secondo DW il prezzo del biglietto è circa un terzo di quanto i residenti delle favelas guadagnano in un mese. Gli articoli che abbiamo esaminato non dicono quanta parte di ogni biglietto arrivi ai residenti oltre alle guide e ai proprietari dei tetti, ed è il dato che vorremmo più di ogni altro vedere pubblicato. È anche la domanda a cui dovrebbe saper rispondere qualunque operatore che si dichiari «gestito dalla comunità».

Il nostro verdetto

Niente boicottaggio: fai domande. Se vai a Rio, prenota un tour gestito dai residenti, chiedi dove vanno i soldi e salta il video in cui sei tu il protagonista e il quartiere è uno screensaver. Se giri il video, passa la telecamera almeno una volta a qualcuno che ci vive. E se organizzi tour nelle favelas, rendi pubblica la ripartizione degli incassi. La povertà diventa scenografia quando solo un lato dell'obiettivo viene pagato in attenzione. Diventa lavoro quando le persone nell'inquadratura hanno in mano la ricevuta.

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