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Maxxing è la parola dell’anno perché non smettiamo di ottimizzarci

Dictionary.com ha scelto un suffisso che trasforma ogni preoccupazione in un progetto: è divertente, orecchiabile e un po’ scomodo per come viviamo oggi.

Pubblicato
30 ottobre 2026
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Immagine generata con l'IA

Che cosa dice di un anno il fatto che la sua parola simbolo sia un’istruzione? Non un sentimento, non un evento, ma una cosa da fare: fai di più, fallo meglio e aggiungi una «x» in più perché si capisca che dici sul serio. Dictionary.com ha incoronato «maxxing» Parola dell’Anno 2026, e secondo noi la scelta è meno una stravaganza del gergo di internet e più una confessione.

I fatti sono piccoli; il sintomo è grande

Dictionary.com definisce il maxxing come «una parola che si riferisce alla pratica di portare un’attività al massimo o di ottimizzare un certo aspetto della propria vita». Può stare da sola o attaccarsi a quasi tutto. Secondo Dunya News, il sito sceglie la vincitrice analizzando le tendenze dei social media, la copertura giornalistica e i dati di ricerca. Tra i finalisti c’erano anche «affordability», «data center», «odyssey» e «unc».

Il derivato più famoso è «looksmaxxing», il cui uso nei media, riferisce KQ98, è cresciuto di oltre il 1.000% dall’inizio dell’anno. Intorno proliferano «gymmaxxing», «sleepmaxxing», «funmaxxing» e «tokenmaxxing», la pratica di spremere di più gli strumenti di IA.

Un suffisso vince perché trasforma l’ansia in un progetto

Riguarda quell’elenco. Sonno, divertimento, aspetto, lavoro. Nessuna di queste cose era qualcosa in cui bisognasse «essere bravi». Dormivi, ti divertivi, ti vestivi. Il maxxing trasforma in silenzio ognuna di esse in una performance con tanto di tabellone. È questo, a nostro avviso, il motivo per cui la parola vince: è un adattatore universale. Paura di invecchiare? Looksmaxxing. Stanco? Sleepmaxxing. Ansia che l’IA ti porti via il lavoro? Tokenmaxxing.

È anche un meccanismo comodo per sentirsi in controllo. Gli altri finalisti dell’anno, «affordability» e «data center», rimandano a forze che nessun individuo può governare. Il maxxing offre l’opposto: una leva che puoi azionare da solo. Sospettiamo che il vero fascino sia questo. Quando le grandi questioni sono fuori portata, l’unica cosa che resta da regolare è se stessi.

L’ironia non ripulisce il bagaglio

I difensori diranno che è tutto uno scherzo, e spesso lo è. La parola può essere usata sul serio o con ironia, come osserva AsiaOne, e la tendenza ha già generato il «nothingmaxxing», cioè impegnarsi al massimo per non fare nulla. Giusto. Ma nota che anche la battuta conserva la cornice: il riposo diventa qualcosa in cui si può essere i migliori.

E lo scherzo non è tutta la storia. La copertura del Daily Mail mostra che la reazione negativa è reale, con critici che definiscono la parola «gergo incel», e collega la spinta del looksmaxxing a un influencer controverso, Clavicular. Descrive il looksmaxxing come una cultura online composta soprattutto da giovani uomini che usano varie tecniche per massimizzare l’attrattiva fisica e la struttura del viso. Un suffisso può diventare mainstream senza che la sua logica scompaia: il corpo è un insieme di difetti da correggere e gli altri sono il metro di paragone. Non diremmo che il dizionario sia complice, perché descrivere una parola non significa approvarla. Ma resisteremmo alla scrollata di spalle di chi dice che è solo un meme.

Il nostro verdetto: usa la parola, lascia perdere lo stile di vita

Dictionary.com ha fatto il suo lavoro. Una Parola dell’Anno è uno specchio, e questo è fedele, anche se poco lusinghiero. La risposta utile non è vietare il suffisso né rimproverare gli adolescenti. È accorgersi di quando ci ricorriamo.

La nostra regola pratica: se un’attività andava bene prima di avere una «x», chiediti a chi giova il fatto che tu la trasformi in un progetto. A volte a te. Spesso a un’app, a uno scaffale di integratori o a un creator con un corso da vendere. Goditi il meme, prendi sul serio la battuta del nothingmaxxing e lascia che almeno una parte della tua vita resti non ottimizzata. Sempre più, potrebbe essere l’unica mossa davvero controculturale che ci resta.

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