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Redazione Trendsfera
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La regola «niente bonus» di Jessica Biel per il figlio è sincera, ma difficile da applicare

Dicendo che Silas deve guadagnarsi i suoi ruoli, Jessica Biel ammette che il cognome apre porte. Dire no al bonus è facile in un podcast, molto meno su un set.

Pubblicato
28 ottobre 2026
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Foto: Aires Almeida / Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Si può rifiutare un privilegio che si sta ancora concedendo? È la domanda che aleggia sulla recente chiacchierata di Jessica Biel in un podcast, in cui ha spiegato perché il figlio Silas, 11 anni, non avrà un bonus da celebrità a Hollywood. Secondo noi la sua risposta è sincera, sensata e, per la sua stessa logica, un po' impossibile.

Che cosa ha detto davvero

Nel podcast Great Chat Show di Josh Smith, Biel ha raccontato che Silas parla di voler fare l'attore e che l'argomento «viene fuori spesso», secondo The Hollywood Reporter. Compare nel suo film Matchbox: The Movie dopo che la produttrice Jules Daly ha chiesto se gli sarebbe piaciuto avere una piccola parte. Biel ha esitato, perché lei e Justin Timberlake cercano di tenere i figli lontani dai riflettori. Il coinvolgimento di Daly e le dimensioni minuscole del ruolo l'hanno aiutata a convincersi.

La sua linea rossa è la parte che non permetterebbe. «Non puoi semplicemente togliere una parte a quella persona solo perché sei mio figlio», ha detto, riferendosi ai ragazzi che frequentano corsi di recitazione e teatro. Ha aggiunto che, se avesse un grande monologo, «non glielo lascerei fare». Ha detto anche che «vuole un po' smorzare» il suo sogno, aggiungendo che è «davvero difficile».

L'ammissione nascosta nella regola

Rileggila. Una regola contro il prendersi una parte «perché sei mio figlio» ha senso solo se la parte si potesse ottenere così. Biel non nega che il vantaggio esista. Lo descrive dall'interno, e questa schiettezza è più utile del solito «mi sono guadagnato tutto da solo» che spesso sentiamo dalla seconda generazione dell'industria.

Mostra anche come funziona il privilegio. Il vantaggio non è sempre un contratto d'oro. A volte è un'amica produttrice che chiama per chiedere se tuo figlio vuole «una particina». Come riporta Female First, Biel ha detto che lei e Timberlake si fidano «ciecamente» dell'amica Daly e sapevano che li avrebbe «protetti». Secondo noi è una rete di sicurezza che i genitori della maggior parte dei piccoli attori non avranno mai. Non lo diciamo per rimproverarla. È semplicemente l'aspetto che ha il bonus quando arriva con garbo, senza un cattivo.

Dove la regola si complica

Ecco il problema del «deve guadagnarselo». Chi giudica? Un direttore del casting che sa esattamente di chi è figlio il ragazzo che fa il provino non parte da una pagina bianca. Anche se Silas facesse i provini solo in base al talento, il cognome probabilmente entrerebbe nella stanza per primo. Un genitore può rifiutarsi di chiedere favori. Non può controllare ciò che altri scelgono di offrire a suo figlio per via di chi sono i genitori.

E cominciare da un ruolo piccolo è già di per sé un precedente. Oggi è una particina minuscola in un film di cui la madre è protagonista. Domani potrebbe essere una un po' più grande, con un altro produttore amico. I limiti fissati dai genitori tendono a spostarsi piano, un'eccezione ragionevole alla volta. Non prevediamo che succeda qui. Diciamo che la regola dipende interamente dalla disciplina della famiglia, senza che nessun altro controlli.

Che cosa merita un riconoscimento

Comunque, a Biel daremmo un merito vero per una cosa: la lezione del set. Stando al suo racconto, Silas ha passato il primo giorno sul set senza essere chiamato a lavorare, si è arrabbiato e si è sentito dire, in sostanza: benvenuto, starai seduto 12 ore, vuoi ancora fare l'attore? Il giorno dopo è tornato e ha lavorato. Insegnare a un ragazzino che recitare significa soprattutto aspettare è, a nostro avviso, un vaccino contro la presunzione migliore di qualsiasi discorso sull'equità.

Il nostro verdetto: la posizione di Biel esprime la preoccupazione giusta, con onestà, ma è una promessa personale più che una soluzione strutturale. La vera prova arriverà tra qualche anno, quando Silas, se insisterà, si misurerà con ragazzi senza un cognome famoso e senza un produttore amico. Fino ad allora, applaudiamo la schiettezza e restiamo scettici sull'applicazione. Se sei un fan, la risposta più giusta è giudicare il suo lavoro quando ci sarà un lavoro da giudicare, e ricordare che «guadagnarselo» è un criterio che l'intera industria farebbe bene ad applicare più spesso.

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