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Redazione Trendsfera
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Il cachet di Ornella Muti a Ballando fa parte dello show: la Rai mostri la busta paga

La disputa se Ornella Muti guadagni 27.000 o 40.000 euro a puntata dimostra che i compensi sono ormai parte dello spettacolo e che il segreto alimenta solo le voci.

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24 ottobre 2026
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Foto: No machine-readable author provided. Nikita~commonswiki assumed (based on copyri / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.5)

Chi è il concorrente più pagato del sabato sera di Rai 1? A giudicare dai titoli, non è chi balla meglio il cha-cha-cha, ma chi ha la busta paga più interessante. Questa settimana la sfida a Ballando con le Stelle non si è giocata sulla pista da ballo, ma su una cifra.

Di cosa si discute

Secondo il primo articolo di Fanpage, Selvaggia Lucarelli ha indicato il cachet di Ornella Muti in 40.000 euro a puntata, più altri 4.000 per parrucco, trucco e extra. Lucarelli ha detto che nessun altro era mai stato pagato tanto. Poi la stessa testata ha dichiarato di poter confermare una cifra diversa: 27.000 euro a puntata, tutto compreso.

Nessuno dei due numeri è ufficiale. Per quanto risulta dalla documentazione, la Rai e la produzione di Milly Carlucci tengono riservate queste cifre, e quello che sappiamo arriva da indiscrezioni e ricostruzioni giornalistiche. Considera entrambe le cifre come affermazioni, non come fatti. L'unico punto su cui le due versioni concordano è che il compenso è alto.

Il cachet è ormai un personaggio dello show

Guarda come funziona la copertura mediatica. Il compenso attribuito a Barbara D'Urso come giurata, 15.000 euro a puntata e circa 200.000 per l'intera stagione, cifra rivelata da Dagospia secondo Il Fatto Quotidiano, è diventato una trama a sé, e resta non confermato. Lo stesso vale per la sua smentita, in un video su YouTube, di aver avanzato pretese da diva. Lucarelli, che nella sua ultima stagione in giuria avrebbe guadagnato circa 6.000 euro a puntata, ora fa la revisora dei conti. Il programma ha un cast, una giuria e un libro mastro.

A nostro avviso non è un caso né un effetto collaterale. Il gossip sui soldi è un contenuto economico e facile da riproporre, e tiene vivo lo show nella conversazione tra un sabato e l'altro. Una cifra è l'amo perfetto: è semplice, suscita invidia o indignazione e invita tutti a schierarsi. Non serve distinguere un paso doble da un foxtrot per avere un'opinione su chi valga 27.000 euro a serata.

Il segreto non protegge il pubblico: alimenta solo i conti sbagliati

Il vero problema è il vuoto. Quando non c'è nulla di ufficiale, ci ritroviamo con almeno 13.000 euro di differenza tra due versioni del compenso della stessa attrice, entrambe presentate con assoluta sicurezza. Una delle due è sbagliata e il pubblico non sa quale. Circolano come folklore anche presunti tetti di circa 30.000 euro per concorrente e una fascia di circa 4.000 euro a puntata per i ballerini professionisti. Si nota che non quadrano granché con un titolo da 27.000 euro a puntata, e da fuori nessuno sa spiegare perché.

Si tratta di un'emittente finanziata in parte con fondi pubblici, il che rafforza il ragionamento. Pensiamo che la Rai non debba a nessuno un elenco di stipendi a prova di fuga di notizie per ogni contratto privato. Ma pubblicare fasce o tetti di budget per ruolo (concorrente, giurato, professionista) le costerebbe poco. Metterebbe fine al gioco degli indovinelli e toglierebbe l'unica cosa che rende queste indiscrezioni così redditizie.

C'è un controargomento, ed è legittimo: parte del divertimento è il gossip. La trasparenza potrebbe far morire un argomento di discussione settimanale. Ne dubitiamo. Il pubblico non ha mai guardato lo show per le fatture. Lo guarda per il dramma, e il dramma troverà un altro sfogo.

Il nostro verdetto

Tratta ogni notizia su un cachet, questa compresa, come non verificata finché qualcuno con il contratto sul tavolo non dice il contrario. E se la Rai vuole essere credibile, pubblichi le fasce e lasci parlare il ballo. Una busta paga dovrebbe essere una nota a piè di pagina, non il numero di punta.

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