'Ragione e Sentimento' di Oakley: emozioni crude, oltre le regole di Austen
Il nuovo adattamento di 'Ragione e Sentimento' di Georgia Oakley, con Daisy Edgar-Jones, accende il dibattito priorizzando l'espressione emotiva sull'accuratezza storica nelle sue audaci sequenze di danza e nell'estetica cruda.
Immagine generata con l'IA
Quando arriva un nuovo adattamento di un classico come Ragione e Sentimento di Jane Austen, la domanda centrale è spesso: quanto sarà fedele al testo originale? Ma il film del 2026 di Georgia Oakley, con Daisy Edgar-Jones nei panni di Elinor Dashwood ed Esmé Creed-Miles in quelli di Marianne, sembra meno interessato alla fedeltà diretta e più a una reinterpretazione radicale. Questa nuova versione, che vede le sorelle Dashwood affrontare dolore, felicità e amore mentre si confrontano con la possibile povertà dopo aver perso la loro tenuta di famiglia, sta scatenando un vivace dibattito che si chiede se l'accuratezza storica sia davvero essenziale o solo un corsetto decorativo nella narrazione.
Distribuito nel Regno Unito il 25 settembre 2026 e previsto per la sua première negli Stati Uniti il 16 ottobre, il film ha generalmente raccolto recensioni positive dalla critica, elogiato per la sua bellezza e la capacità di elevare il rapporto tra le sorelle. Tuttavia, questa nuova versione ha anche sollevato perplessità, in particolare per la sua estetica più cruda e, soprattutto, per le sue sequenze di danza altamente stilizzate. Lontano dal rigido decoro che ci si potrebbe aspettare da un dramma dell'era georgiana, la coreografia del film è stata descritta come stridente e apertamente moderna, scatenando discussioni sul fatto che migliori o meno la tanto amata narrazione.
Uno sguardo più crudo sulla vita georgiana
La visione di Oakley segnala immediatamente la sua distanza dagli adattamenti convenzionali di Austen. Piuttosto che le rappresentazioni immacolate e levigate spesso viste, questo Ragione e Sentimento presenta un'atmosfera più ruvida e vissuta, secondo The New York Times. Le sorelle Dashwood corrono selvagge per il Devon con 'labbra macchiate di more; abiti ruvidi di lino; e trecce sciolte, scompigliate dal vento', apparendo come 'figlie della Terra – senza un blu uovo o un ricciolo in vista', come notato da The Independent. La pellicola da 35 mm del direttore della fotografia Arnaud Potier cattura una 'dolce malinconia' che richiama paragoni con Cime Tempestose (2011) di Andrea Arnold, con persino gli insetti che si uniscono a un 'coro greco per riecheggiare gli impulsi ferini dei suoi personaggi'. Questo approccio, sebbene visivamente sbalorditivo con i suoi ampi paesaggi pastorali e i paesaggi marini rocciosi, si inclina deliberatamente verso uno spirito romantico, sfidando ciò che molti considerano 'Austeniano' e abbracciando invece un 'bias di Marianne' nel suo focus sul sentimento estatico e sulla profonda connessione con la natura.
Danzando su un'altra melodia
In nessun altro luogo questa sensibilità moderna è più evidente che nelle sequenze di danza del film. Nell'era georgiana, la danza era centrale per la socialità, la combinazione di matrimoni e il corteggiamento, con regole specifiche che governavano la postura, le formazioni e il contatto visivo. La mancanza di compostezza corporea significava inettitudine e inferiorità. Mentre le danze di campagna e i balli erano accettabili per i ranghi superiori, gli 'hops' (balli improvvisati) erano tipicamente relegati ai 'tipi più umili'. Il romanzo di Austen stesso presenta solo balli, con un singolo riferimento a un 'hop' (ballo improvvisato) che serve come sottile segnale d'allarme sulla rispettabilità di un personaggio, come evidenziato da The Conversation.
Tuttavia, l'adattamento di Oakley si prende significative libertà creative. La scena dell''hop' (ballo improvvisato) del film mescola passi georgiani con coreografie contemporanee, risultando in movimenti descritti come 'piuttosto stridenti, anche se gioviali'. La sequenza del ballo londinese, che dovrebbe essere l'epitome della cortesia incarnata con un preciso lavoro di piedi e linee serpentine, presenta invece 'braccia ampie ed esagerate, sollevamenti e inarcamenti della schiena' che ricordano 'più il musical teatrale che il salone da ballo georgiano regolamentato'. La coreografa Holly Blakey ha spiegato il suo approccio 'avant garde' come uno sforzo per esprimere 'ciò che le ragazze provavano', un concetto che sarebbe stato 'inaudito nel 1790'. Questa decisione significa che la coreografia agisce 'più come uno spettacolo che come una funzione', trasportando lo spettatore dal XVIII secolo al XXI.
Austen per una nuova generazione
In definitiva, Ragione e Sentimento di Oakley non mira alla rievocazione storica, ma piuttosto a una risonanza contemporanea. I critici hanno elogiato la sua capacità di elevare il rapporto tra le sorelle Dashwood e creare una 'identità malinconica tutta sua', anche se non supera gli adattamenti precedenti, secondo Rotten Tomatoes. I 'tocchi moderni' del film sono visti da alcuni come 'discreti' grazie all''eccellente sceneggiatura' di Diana Reid, che bilancia la 'sensibilità' di Oakley con lo 'spirito acuto e arguto' di Austen. Con la sua attenzione al 'sentimento estatico' e ai viaggi emotivi di Elinor e Marianne, il film coglie ciò che The Independent descrive come i nostri 'tempi molto “Marianne”', riflettendo un'ossessione moderna per il 'desiderio'. Mettendo in primo piano l'emozione e reinterpretando i dettagli d'epoca attraverso una lente contemporanea, Oakley offre un Ragione e Sentimento progettato per ricordare a una nuova generazione che le intuizioni di Austen sull'amore e sulle aspettative sociali rimangono profondamente rilevanti, anche se le danze sono un po' meno formali.
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