Il divieto di Airbnb sulle faccende al check-out era dovuto e smaschera il gioco delle tre carte sulle pulizie
Vietare le faccende alla partenza è una vittoria per gli ospiti, ma la vera soluzione è un prezzo delle pulizie sincero, non lavoro gratis l'ultima mattina.
Foto: Mertbiol / Wikimedia Commons (CC0)
Chi pagava esattamente le pulizie quando hai pagato la tariffa di pulizia? Da anni molti ospiti di Airbnb sospettano che la risposta sia «tu, due volte»: una in contanti, una col sudore dell'ultima mattina di viaggio. Airbnb ha deciso ora di smettere di fingere, e il web, prevedibilmente, brinda.
Ecco cosa cambia. Come riporta la CNN, Airbnb limita i compiti che gli host possono chiedere agli ospiti alla fine del soggiorno. Le richieste che comportano un impegno o un tempo considerevoli, quelle che di norma spetterebbero a una squadra di pulizie, come togliere le lenzuola o portare fuori la spazzatura, sono escluse. Anche lavare e riporre i piatti è fuori, anche se gli host possono ancora chiedere di lasciare le posate usate nel lavello. Le multe sono vietate. La regola vale per le prenotazioni effettuate dal 20 novembre, e gli host devono scegliere tra sette regole della casa standard e presentare qualsiasi altra cosa come una «richiesta».
Gli ospiti avevano ragione: una lista di faccende è un aumento di prezzo travestito
Il dettaglio più eloquente non è il divieto in sé, ma la storia che c'è dietro. Una mamma del Minnesota che online si firma «Tall Mom Running» ha descritto un elenco di compiti da svolgere prima della partenza, con tanto di multa, che equivaleva a un'ora di lavoro. Il suo verdetto: non vuole passare la vacanza a pulire. Siamo d'accordo, e non per pigrizia. Se un annuncio chiede una tariffa di pulizia e poi ti consegna un elenco di faccende, il prezzo reale del soggiorno è più alto della cifra sullo schermo, e lo scopri solo al check-out.
È il cuore della nostra tesi. Un elenco di faccende è un costo nascosto pagato in tempo anziché in denaro. A nostro avviso, gli host che lo usavano scaricavano una parte di un costo già fatturato su chi ha meno margine per ribellarsi, con una recensione negativa come minaccia implicita. Il centro assistenza di Airbnb afferma che gli host non possono addebitare costi agli ospiti che non svolgono le pulizie, ma possono comunque lasciare recensioni basate sulla pulizia. Nota questa asimmetria: la multa sparisce, la leva resta.
Gli host hanno un punto valido, e riguarda i soldi, non le buone maniere
Sarebbe troppo facile dipingere ogni host come un piccolo tiranno. Secondo Bncheck, la lamentela più forte sul forum degli host di Airbnb è economica: la tariffa di pulizia non sempre copre il costo reale di preparare l'alloggio e, con i check-in nello stesso giorno, una lavastoviglie già avviata o lenzuola già nel cesto sono tempo che chi pulisce non ha. Qualcuno ha lanciato una petizione per chiedere ad Airbnb di fare marcia indietro, e alcuni host parlano di ritirare i propri annunci.
La superhost Rossana Imbrogno, il cui alloggio a Roma porta il badge «preferito dagli ospiti», ha sostenuto la tesi opposta come questione di buone maniere, non di obbligo: toglie le lenzuola e porta fuori la spazzatura anche quando soggiorna in hotel. È un bel gesto e, a nostro avviso, è esattamente il problema. La cortesia è bella da sperare e pessima da inserire in un modello di prezzo. Un host che ha bisogno che gli ospiti lavorino perché i conti tornino ha un problema di prezzi, non di galateo.
La soluzione è un totale onesto, non una lista più gentile
Chi vince, dunque? Gli ospiti, chiaramente, e gli host che già prezzano bene le pulizie. Chi perde? Gli host il cui margine dipendeva da lavoro gratuito che non hanno mai ammesso di contare. Airbnb non parte da zero: secondo Bncheck, nel 2023 ha dichiarato che oltre 260.000 host avevano ridotto o eliminato la tariffa di pulizia e, dal 2025, mostra di default nelle ricerche il prezzo totale con le tariffe incluse. Il divieto sulle faccende applica la stessa logica al tempo.
La nostra previsione, e resta solo tale: alcuni host alzeranno la tariffa per notte o quella di pulizia per assorbire il lavoro perduto, e i più accorti lo diranno apertamente. Sarebbe l'esito sano. Un prezzo più alto ma onesto permette di confrontare gli annunci e consente agli host di pagare il giusto chi pulisce. L'esito malsano sarebbe il ritorno silenzioso della vecchia abitudine sotto la nuova etichetta di «richiesta ragionevole», che gli host possono ancora usare.
Il nostro verdetto: festeggia il divieto, ma non fermarti lì. Se sei un ospite, preferisci annunci con prezzo totale chiaro e regole visibili prima di prenotare. Se sei un host, metti il costo delle pulizie nel prezzo, dove deve stare, invece che nell'ultima ora di vacanza dei tuoi ospiti.
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